Per la rubrica “Madri in rinascita”
oggi ho il piacere di farti conoscere la storia di Monica, coach di MentoringLab e mamma di due figlie.

Sono molto contenta di averla come ospite di questa intervista (che trovi anche come puntata audio sul podcast su Madri in Rinascita), perché credo che la maternità possa essere un vero e proprio cammino di crescita interiore se vissuto con consapevolezza, e che condividere le storie di donne che si sono reinventate possa essere d’esempio per ispirare altre donne.

Ciao Monica, raccontaci qualcosa di te…

Ciao Antonella, sono Monica, coach e mamma di due figlie di 4 e 16 anni. Ho 46 anni e sono sposata.
Nel mio tempo libero, direi poco, amo camminare e dipingere. Durante queste sempre della buona musica. Mi piace vivere a contatto con la natura e stare all’aria aperta, mi rigenera e rilassa.
Sono sensibile e riservata, alcune volte anche troppo. Penso di essere una persona affettuosa.Valuto sempre i pro e i contro e cerco di prevedere le conseguenze delle decisioni che potrebbero avere su me stessa e sugli altri.Preferisco ascoltare piuttosto che parlare.

Che cosa facevi prima di diventare mamma?

La prima figlia è nata quando avevo 29 anni, stavo terminando gli studi, lavoravo ed ero volontaria in Croce verde. Pur non amando particolarmente la vita mondana uscivo spesso con gli amici per andare al cinema, piuttosto che organizzare gite. Caratterialmente ero molto più timida e riservata, non amavo mettermi in mostra. Gestivo le mie giornate scandendo i miei ritmi senza dover rendere conto a nessuno era il mio tempo!

Che cosa è cambiato dentro di te da quando sei diventata mamma?

Inizialmente mi sono sentita spiazzata. Mi sono trovata un esserino tra le mani che aveva sconvolto totalmente le mie abitudini. Non dormivo la notte e ciò mi rendeva terribilmente nervosa.
Era totalmente dipendente dalla mia vita e mi sembrava di averne più una io.
La fase dell’allattamento era un disastro, una tensione assurda. Tutti che cercavano di darmi consigli e io l’unica cosa che desideravo era poter stare in pace e creare un rapporto con la mia bambina.

Ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentita inadeguata. Lo sconforto e la stanchezza erano predominanti nelle prime settimane.
Allo stesso tempo, però, ero incapace di delegare qualcun altro nella gestione di Eloise.
Nessuno sarebbe stato capace di prendersi cura di lei come lo facevo io.

È un rapporto che si è costruito nel tempo. I primi sorrisi e il suo modo dolce di mi hanno giorno dopo giorno conquistata, ma per lungo tempo ho sentito il peso di non essere più libera di gestire il tempo come desideravo. E nell’incapacità di chiedere aiuto. Ho vissuto un rapporto simbiotico per i primi tre anni. Al suo ingresso in asilo ho ricominciato a lavorare, ma non ero io ad aver lasciato lei, ma lei ad aver iniziato il suo cammino senza me.

La seconda figlia è nata al mio 41 anno di età. Con una consapevolezza diversa. Non permettere a nessuno di farmi sentire inadeguata. Con la certezza che il periodo delle nottatacce era solo un periodo e sarebbe terminato presto. Sono ritornata al lavoro al compimento dei suoi sei mesi. Non volevo che si creasse nuovamente quel rapporto esclusivo e per certi versi soffocante che avevo vissuto con la prima figlia.

Mi sono scoperta sicuramente più paziente e organizzata. Ho cercato sin da subito di creare un rapporto più equilibrato, coinvolgendo anche altre persone nella gestione quotidiana. Ad un anno infatti ha anche iniziato a frequentare il nido.

Negli anni ho sviluppato delle nuove abilità la capacità di ascolto e di mediazione. La capacità di stabilire delle priorità e di saper gestire le emergenze.

Quali decisioni personali e/o professionali hai preso dopo essere diventata mamma e perché?

Con la prima figlia ho praticamente deciso di mettere in stand by la mia attività professionale. Aiutavo il mio ex marito che aveva uno studio professionale, perché comunque mi permetteva di gestire in prima persona la bimba senza dover delegare e avevo sempre il controllo della situazione. Come ho già accennato ho ricominciato a lavorare a tempo pieno quando lei iniziò la scuola materna.

Con la seconda figlia ho scelto di lavorare part time e sicuramente questo ha avuto delle ripercussioni nel mio ambiente lavorativo. Ma conciliare lavoro e famiglia e anche due figlie di età così diversa non mi permettevano una scelta differente.

Quali fasi hai attraversato prima di arrivare a reinventarti?

Ci sono state diverse fasi paura, rabbia e rassegnazione. Come può la maternità in alcuni contesti lavorativi diventare un ostacolo alla realizzazione professionale? Però arrivi ad un punto in cui quello che fai non coincide con chi sei. Non ci si sente allineati tra azioni e valori…e allora la scelta diventa inevitabile.

Le difficoltà principali sono quegli ostacoli che mi sono per molto tempo costruita, per la paura di affrontare un cambiamento rispetto alle mie consolidate abitudini.
Per questo motivo ho deciso di cambiare prospettiva anche attraverso la formazione, per avere nuovi stimoli e confrontarmi con persone.
Ho fatto io stessa un percorso di crescita personale per ritrovare me stessa, prendere consapevolezza della mie competenze.

E adesso cerco di accompagnare le Donne nel loro percorso di riscoperta, essendo io stessa esempio che si può trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia. Sentendosi serene e realizzate!

Proprio per questo, che consiglio daresti alle mamme che vogliono cercare la loro strada, o semplicemente ritrovarsi?

Tutte le volte che incontro le donne dico loro di partire dalla propria autoconsapevolezza, trovare un equilibrio interiore, formarsi e confrontarsi sempre. Lo scambio crea delle fantastiche opportunità. 
Anche le difficoltà ci permettono di sviluppare risorse che diventeranno spendibili in diversi contesti.
Anche dall’essere mamma si possono sviluppare delle soft skills preziose in un contesto lavorativo.

Dove possono trovarti le donne e le mamme sui social o dal vivo?

https://mentoringlab.it/
https://www.instagram.com/mentoringlab/
https://www.facebook.com/mentoringlab.workcoach/

Grazie di cuore Monica!

P.S.: Se anche tu dopo la maternità senti di voler rinascere, ma ti senti confusa e non sai bene da dove iniziare, prova a fare luce sulle tue risorse con la mia sessione di coaching Chiaraluna.

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